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Un forte KIAI (un'esplosiva direzione di volontà o forza interiore -KI- spesso associata ad un profondo e penetrante grido) può creare nell'avversario un KUZUSHI mentale / emozionale, così come atteggiamenti simulati di paura o docilità possono spingere l'avversario ad essere troppo fiducioso di sè o sottovalutare la sua vittima volontaria, tutto ciò deve essere studiato dal maestro di JU-JUTSU. Sviluppatosi come una conseguenza del particolare carattere guerriero del Giappone pre-MEJI, il JU-JUTSU è un microcosmo della cultura e della civiltà giapponese. É più di un semplice riflesso del suo ambiente, i suoi praticanti dinamicamente esercitano un'azione reciproca con l'ambiente socio-culturale di cui sono una parte Integrale, cosi facendo ne consolidano gli attributi socio-culturali. Nello studio di questo stile di JU-JUTSU sono ripresi i concetti di TATEMAE e HONNE od OMOTE e URA, che sono applicati In modo diverso. Uno è in uso nella pratica del KATA, Infatti, nella sua esecuzione, le chiusure dell'articolazione (GY AKU) e le proiezioni (NAGE) sono eseguite generalmente delicatamente, come se ci fosse un reale pericolo andando oltre il punto iniziale del dolore ed Inoltre contro gli attacchi standardizzati dei Kata queste sono le risposte più usate, mentre il distruggere o percuotere il corpo nei punti deboli o vitali è formalmente incluso solo in alcuni KATA.
Due punti tuttavia devono essere compresi perché molto importanti per una buona preparazione e soprattutto per una buona scuola di JU-JUTSU:
1) lmportanza dei KATA per imparare la forma corretta (tecnica pulita, movimento, controllo della distanza e del tempo) 2)La sicurezza nell'allenamento giornaliero per approfondire la conoscenza dei movimenti acquisiti al fine di ridurre il rischio di lesioni.
Con un'appropriata pressione, per esempio sul gomito, quando l'attaccante è sbilanciato si può provocare una dolorosa lussazione con un minimo impiego di forza. Così come per il primo punto, il KATA è descritto solamente come il davanti, TATEMAE od OMOTE, nella reale applicazione per la propria vita, lussare il gomito è preceduto molto probabilmente da uno o più ATEMI che ci aiutano ad entrare nella difesa dell'avversario e rompere così il suo equilibrio. In pratica questa distinzione è tra il KATA ed il suo opposto che è l'applicazione, TATEMAE è l'opposto di HONNE, OMOTE è l'opposto di URA. La "resistenza dinamica" come descritta prima è anche una parte della saggezza del JU-JUTSU. Ad una prima impressione l'esperto di JU-JUTSU può apparire debole, indifeso o remissivo (TATEMAE) ma questo può essere solamente una tattica per spingere il proprio avversario ad un attacco non decisivo, ponendolo così in una condizione di sicuro insuccesso rispetto alla difesa (HONNE ). Il livello del principiante è tutto TATEMAE, solo dopo innumerevoli ripetizioni del KATA l'allievo darà dimostrazione dell'aumentato controllo della tecnica, del tempo d'esecuzione e del movimento e sarà così pronto ad apprendere applicazioni reali delle forme. Questo processo però è virtualmente infinito: nel livello più alto, quello della padronanza, i significati e le possibilità del KATA sono molto più profondi, in altre parole sarà più profondo HONNE o URA.
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