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Cenni sulle relazioni storico-filosofiche tra la vita e le arti marziali in Giappone

La civiltà di un popolo è composta di tutte quelle attività umane che ne rispecchiano l'etica e la cultura, diventa perciò utile per meglio comprendere l'essenza del vero JU-JUTSU, analizzare l'evoluzione storico culturale del Giappone.
L'elemento fondamentale fu la svolta che si verificò nel III sec. A.C., quando popolazioni di incerta provenienza portarono strumenti di lavoro più evoluti, ma soprattutto introdussero la coltura del riso, che sostituendo quella del miglio, portò una nuova organizzazione della vita sociale. La risicoltura richiedeva, per lo scavo dei canali e la regolazione delle acque da un campo all'altro, un lavoro comunitario, annullando così l'antico egoismo che ognuno aveva per il proprio campo.
Questo cambiamento nel lavoro, influenzò anche il pensiero e la concezione della vita.
L'individuo diventa così un elemento della comunità organizzata che attraverso l'introspezione, giunge alla conoscenza ed al perfezionamento della propria personalità.
Anche il buddismo contribuì all'affermazione di questi principi, infatti, l'idea centrale poggiava sul Buddha Amida (Buddha Salvatore) che invitava i seguaci ad una partecipazione attiva alla vita per arrivare alla salvezza propria e della comunità.
Queste idee contribuirono inoltre all'avvio di un processo di democratizzazione della cultura, che semplificò la scrittura e rese il testo scritto alla portata di tutti contribuendo così alla nascita della letteratura popolare.